i Giganti

Matteo Schinner (1465-1522), vescovo si Sion nel Vallese, poi cardinale (detto perciò il cardinale di Sion e Sedunense) proveniva da famiglia di contadini, e fu messo agli studi con grandi sacrifici, compreso quello di andare a cantare per le strade delle vecchie nenie montanare allo scopo di racimolare qualche soldo.
Divenuto prete ed uomo di lettere si diede alla politica militante con l'ideale di combattere per l'indipendenza del suo paese e della Chiesa romana; quindi gli abitanti dei cantoni Vallesi lo eleggono a loro capo e loro guida, e lo vediamo con fermezza e pervicacia partecipare a tutte le fazioni ed a tutte le beghe di cui è intessuta la vita politica del suo tempo, tra Impero e Francia e Spagna ed Inghilterra, nonchè a tutte le piccole e grandi discordie di cui è costellata l'Italia.
Uomo fra i maggiori della sua terra e della sua età per rigidezza di vita, per zelo e coraggio, cultura ed eloquenza, viene considerato dai Francesi come un nemico nazionale: "un prètre animant ainsi au carnage et a la perfidie une nation effrénée, pour des abjets étrange a la Reli-gion" (Gaillard).
Quello che non gli fu mai perdonato è di essere entrato nel duomo di Milano, aver fatto violare la tomba del duca di Nemours il purissimo eroe e disperdere le ceneri: "la lacheté de faire exhumer le Héros de la France, sous pretexte de l'absurde excomunication lancèe contre les ennemis du Pape" (Belloy). Vedi anche Raffaele Inganni nota 13

 

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