La nuova calata
Non si può pensare che il famoso fascino di Francesco I fosse tutto dovuto alla bellezza fisica; scrisse lambasciatore veneziano che lo vide nelludienza del 25 marzo: "le bellezze de soa majestà sono tale, bella facia ma non molto delicata, il naso un poco grande, capelli negri in fondo bianco de carne, aperto ne le spale, grande più di me cinque dida, de età de anni 22, li comenzano spontar le lanugine. Le gambe un poco sotile, rispecto la grandezza et groseza".
Guardandolo nel celebre quadro del Clouet quel fascino si traduce piuttosto in una emanazione di personalità volitiva; quel fascino era legato ad uno sfoggio di coraggio personale che trascinava gli uomini del suo rango, specie i giovani, era tutta la sensualità che diffondevano dattorno quei suoi occhi penetranti, i quali facevano strage di donne anche se non fossero stati gli occhi di un Re.
Scrisse uno dei suoi storici: "di che cosa si occupò egli tout dabord? Del Milanese e del regno di Napoli. Di che cosa si occuperà egli durante tutto il suo regno? Del Milanese e del regno di Napoli". Questo era il programma che scaturiva dalla natura avventurosa sua e di tutta la brillante gioventù del suo entourage: la guerra, "ce qui est le plus noble exercice que peut avoir un prince"; il mitico diritto sullo stato di Milano, per estendere la conquista al reame di Napoli, per farne il fulcro di espansione su tutta lItalia, ed il Mediterraneo, ed ancora più oltre il possesso di Costantinopoli.
Lo spirito avventuroso e di conquista di Francesco I non è che la prosecuzione delle mire di Carlo VIII e di Luigi XII, dal cui talamo nuziale trasformato in cataletto egli riceve la corona di Francia ed il comandamento di una guerra già decisa e preparata: la nuova spedizione in Italia "le seul pays ou il se faisait de grandes choses; et sourtout des choses très éclatantes". (Lemonnier)
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