Il Re avventuroso e galante
"Mon fils, mon Roy, mon César!" si dice che esclamasse la duchessa dAngoulème correndo per le sale del castello, quando le venne recapitata la notizia della morte repentina di Luigi XII il Pdre del popolo. "Mio figlio, il mio Re!", il sogno di tutta una vita, la nascosta brama covata per lunghi anni allombra di una corte, un desiderio che si accresceva e prendeva forma di realtà man mano che la falce della morte toccava inesorabile il trono e la corona, ed assisi sui gradini del trono "gli arbusti lieti di lor rame giovani"
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Giunta sposa alla corte di Francia alletà di 12 anni vide morir giovane il Re Carlo VIII, di banal morte per aver dato la testa contro una porta bassa; il marmoreo sepolcro leggiadro di amorini e di ghirlande della cattedrale di Tours si era già chiuso sui due figlioletti del Re; il triplice letto nunziale del Padre del popolo non aveva dato maschi.
Luisa di Savoia duchessa dAngoulème aveva fatto voto a S. Francesco da paola che se le fosse stato concesso il desiderato maschio gli avrebbe imposto quel nome; ed il voto fu esaudito nel 1494 ai 12 di settembre quando nel castello di Cognac venne alla luce il gran rampollo. Il suo orgoglio di madre era coronato e la sua ambizione divenne libidine di potere quando, mortole il marito nel 1496, Francesco monsignore duca dAngoulème divenne il principe maschio più vicino alla linea reale per il caso di successione. Il Re Luigi XII, come capo della casa di Orléans, ne assunse la tutele e gli si affezionò come un padre e Luisa di Savoia appuntò sul figlio tutte le sue cure e lo seguì e lo circondò di tutta la sua persoanle sorvewglianza, con che gli venne dtata uneducazione confacente al suo possibile avvenire regale.
Francesco era un bel ragazzo, intelligente, che vieppiù si affinava nello studio, nella attrazione delle arti belle, nelle discipline militari, ed anche nella precoce arte del godere e del piacere alle donne. Così poco più che ventenne, la prima monarchia dEuropa conobbe in lui un Re forte nelle membra e dalla mente aperta e vivace, temprato al coraggio nelluso delle armi e lo spirito alle più belle espressioni dellarte e della cultura, epperciò portato a favorire e proteggere quel gioioso tripudio del Rinascimento francese che da lui fa epoca nelle sue più meravigliose manifestazioni, volti i sensi ed i doni di natura ad una concezione edonistica della vita che ne fa tradizionalmente il Re dellamore e della galanteria.
Sorge con Francesco I la gran corte di Francia che avrà un crescendo culminante coi suoi successori e finirà fra i suplizi della Rivoluzione; "una folla pittoresca, pazzamente lussuriosa di gentiluomini e dame, che fa da cornice quotidiana al monarca. Le caccie, le giostre, le danze, la galanteria, i viaggi, le entrate solenni, fanno della vita di corte una festa ed una rappresentazione continua" (L.F.Benedetto).
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