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La Battaglia di Marignano, uomini e tempi delle calate dei francesi sul ducato di Milano
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Gli Orlèans in agguato
Ma il suo nome diventò un mito quarant'anni dopo la morte allorchè, con la fine di Filippo Maria Visconti si spense la linea di successione diretta nel ducato di Milano.
Gli Orlèans stavano in agguato: ad Asti, divenuta capitale degli intrighi francesi in Italia, il duca Carlo, principe e poeta figlio di Valentina, nell'ottobre 1447 pone la base per far valere le sue pretese sulla eredità Viscontea, appoggiandosi al duca di Savoia. Ma Francesco Sforza è già in movimento e gli mostra le unghie talmente che l'Orlèans rinuncia dopo qualche mese alle sue velleità: l'ora dei gigli di Francia sulle campagne del Milanese non è ancora suonata.
Fu solo una scaramuccia: le calate in forze delle armate francesi dovevano avvenire più tardi: Carlo VIII di Valois, erede dei diritti della casa d'Angiò sul regno di napoli nel 1494; Luigi XII, il nipote di valentina Visconti nel 1499; Francesco I d'Orlèans, discendente da Giovanni conte d'Angouléme nel 1515.
L'eredità Viscontea non era che un pretesto a cui nessuno credeva, ma che a distanza di un secolo permise ai due Orèans giunti inopinatamente a cingere la corona di Francia, di farsi incoronare anche duchi di Milano, per crearsi un motivo di intervenire nelle cose d'Italia. Milano allora voleva dire il più fiorente stato della penisola in rigoglio di iniziative economiche e sociali, voleva dire l'attrazione italiana legata al sorgere di un fenomeno nuovo: il Rinascimento.
Ben si guardarono dal correr dietro alla eredità di Valentina Visconti i Re precedenti alla gioventù avventurosa di fine secolo, a partire da quel pacifico Luigi XI che accrebbe insolitamente il regno di Francia con grande abilità politica, ma senza colpo ferire (1); invece la Rinascenza infiammò gli animi delle nuove generazioni come trionfo dello spirito e delle grandi risorse della natura umana al disopra delle tenebre e degli austeri ideali del Medio Evo.
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La legge Salica non poteva avere la sua più inflessibile applicazione presso la prima monarchia d'Europa, qualle francese, chè appunto da una antica tribù dei Franchi era originaria. Questa legge, attraverso la secolare storia di Francia si erge dominatrice delle lotte fra i possessi feudali, le signorie e le case regnanti che costellano a mosaico quel territorio.
Le dinastie si estinguono per mancanza di eredi maschi, e la corona passa di mano più e più volte nella storia, mentre i rami cadetti stanno in attesa; fra questi la casa d'Orléans è stata la più tenace e la più favorita dal destino. Ecco che all'ombra della linea regnante due Orléans di seguito ottengono la corona (Luigi XII e FRancesco I); quest'ultimo la trasmette ai suoi discendenti, ma nel 1589 passa ad un Borbone.
E' un altro Orléans che governa la Francia come Reggente durante la minorità di Luigi XV e della stessa famiglia Luigi Filippo che diviene re dei Francesi dalla caduta dei Borboni alla seconda repubblica. Ancora gli Orléans sono oggi i pretendenti ufficiali al potere dopo le numerose trasformazioni politiche a cui è andata soggetta la nazione francese negli ultimi cento anni.
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| Valentina Visconti riceve l'omaggio di un Abate |
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