Il testamento di Gian Galeazzo
Sempre nel castello di Melegnano il 25 agosto, sentendosi prossimo alla fine, Gian Galeazzo fece chiamare il notaio Giovanni Oliva pavese e rimaneggiò i precedenti testamenti, con una nuova spartizione delle sue città fra i figli, senza però un certo codicillo, ossia una disposizione in favore della figlia Valentina che era sicuramente contenuta nel primo testamento, quello originario del 1397, e ciò che più conta era contenuta in un contratto matrimoniale formalmente sottoscritto.
Era Valentina l'unica figlia sopravvissuta dal primo matrimonio di Gian Galeazzo con Isabella di Valois, quindi già sangue reale di Francia nelle vene, e suo padre la diede in sposa giovanissima a Luigi duca di Turenna conte di Valois, fratello del Re.
La bellissima principessa portava oltralpe, oltre che una educazione raffinata, una elegante cultura ed amore per le lettere e le arti, la grossa dote di 400.000 fiorini, la contea d'Asti e quella di Vertus appartenente alla madre; ma il peggio fu che il Visconti, allora preoccupato di non avere discendenza maschile, dispose che in caso di morte senza eredi, il ducato di Milano sarebbe andato a Valentina od ai suoi discendenti.
Di qui la grave iattura, che per una disposizione di interesse dinastico di famiglia, rimase sulla nostra città come una piovra secolare che la poneva a determinate scadenze alla mercè dello straniero. Vennero i figli maschi dal secondo matrimonio di Giangaleazzo con la Caterina figlia di Bernabò Visconti e furono Giovanni Maria e Filippo maria, il secondo successo al primo e come il primo morto senza eredi nel 1447; meno quella illegittima Bianca Maria che l'ultimo duce Visconti ebbe da Agnese del maino e che andata sposa a Francesco Sforza, immise costui in un diritto sullo stato di Milano che però gli altri pretendenti ritennero una usurpazione.
Francesco Sforza, facendosi consegnare quel testamento tentò di farlo scomparire (1), ma la sua preoccupazione era inutile: gli Orléans ne tenevano ben certamente una copia, ed aspettavano solo i momenti a loro propizi per intervenire nelle cose d'Italia.
Valentina Visconti, o Valentina di Milano come la chiamano gli storici francesi, aveva avuto dal marito, divenuto duca d'Orléans cinque figli, fra cui carlo, ossia il padre del Re Luigi XII, e Giovanni conte d'Angoulème da cui discese il Re Francesco I.
Essa ebbe una vita assai infelice al fianco di un marito libertino fratello di un Re pazzo, alla cui corte fra feste, balli ed intrighi, avvenivano anche truci delitti; Valentina era sospettata di magia e di sortilegi in danno del folle cognato e quando le trucidarono il marito, venne allontanata coi figli.
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