"Conflitti"
Micaela Mander- 10 settembre 2005
Nicoletta Frigerio è una scultrice e la selezione di lavori qui presentati lo dimostra: in Nicoletta c'è tutta la lotta che uno scultore deve affrontare con la materia per estrarne il proprio lavoro.
Da qui la scelta di proporre alcune opere in certi casi non vicine tra loro cronologicamente, ma accomunate dalla volontà di mostrare la sfida che lo scultore sempre ingaggia con la materia che sceglie di lavorare. E Nicoletta Frigerio la sua materia la conosce bene: lunga è la frequentazione con i materiali più diversi, dalla carta all'argilla, dalla pietra al ferro, anche per lavori di Arte Applicata quali possono essere considerati i suoi gioielli e le sue medaglie, che però a me piace pensare tutt'uno con le opere cosiddette maggiori, ossia le sculture vere e proprie. Quindi si inizia proprio da una di queste, "Scorpio", che nel titolo riecheggia la forma acuminata che Frigerio ha scelto di indagare.
Questo catalogo infatti potrebbe intitolarsi "Conflitti" non solo perché il conflitto è alla base del mestiere dello scultore, come dicevo, ma anche perché Nicoletta Frigerio ama servirsi di angoli acuti, di contrasti, di linee oblique che spezzano la calma della composizione, come si vede bene nei lavori degli anni Novanta, una serie di carte, "Presenze", in cui l'artista coniuga la materia carta, di per sé fragile e legata all'idea di un lavoro "leggero" quale può essere il tratto del disegno, con una materia invece pesante quale la terra, e violenta come il ferro: le tormentate, ma in sé equilibratissime, forme che ne nascono verranno riprese anche successivamente, perché l'artista ama ritornare sugli stessi temi, punti fermi del suo percorso che proprio nel conflitto trova il suo motivo fondante e il legante delle sue creazioni.
Infine, Frigerio si volge verso un altro tema prediletto, quello della luna. Le "Lune" sono apparentemente affrontate con maggiore disimpegno, senza i tagli violenti di "Doppio Scorpio in azzurro", perché l'artista sottolinea in questo caso la rotondità dell'astro, quasi a voler placare le proprie rabbie e le proprie paure interiori; ma si faccia comunque attenzione, perché la luna di Nicoletta Frigerio non é mai chiusa, mai piena, e soprattutto è terrea, senza alcuna inserzione di colore, al contrario di quel che si vede nel resto della produzione.
Nicoletta Frigerio è una scultrice ed una donna: manipola la materia, la padroneggia, la violenta quasi ottenendo delle forme forti. Lavora il metallo, ma ama molto l'argilla, come si vede anche nelle quattro "Zolle", opere che precedono le "Lune". Usa simboli femminili, come appunto la luna, che tanta influenza ha sull'acqua, sulla terra, sui cicli vitali; e non dimentichiamo che Diana è non solo la dea della luna ma è anche Artemide, dea della caccia che padroneggia la terra potente e incontaminata dei monti e delle foreste, muovendo una sorta di guerra alla natura per dominarla.
Così come Nicoletta Frigerio da anni fa con la materia delle sue opere, portando avanti un interrogarsi su di sé, sulle proprie capacità, sulla propria identità di scultrice che rende onore alla scultura stessa. |