gioielli lunari
"Anello Lunare"

   

Nicoletta Frigerio - scultrice

Nuove Forme

Patrizia Zambrano - 17 maggio/3 settembre 1995

Il titolo "Nuove Forme", dato ad una mostra di progetti per medaglie, contiene una parte di verità ed una di equivoco. Le "forme" che Nicoletta Frigerio ha "maturato" nell'arco di una vita da scultore sono presenti in ognuno dei pezzi presentati, con prepotenza e, si può dire, in tutta la loro fisicità tridimensionale, volumetrica, spaziale. Al tempo stesso una gran parte dell'"opera" è totalmente nuova ed è quella strettamente legata alla progettazione di medaglie.
Non c'è niente di più arduo che imporre ad un artista la disciplina della dimensione. Abituata a lavorare con grandi pezzi di ferro, imponenti quantità di argilla, materiali di riuso, terre e ossidi, Nicoletta Frigerio si è "misurata" negli ultimi ventiquattro mesi con la medaglia. Ha ripreso uno per uno i suoi temi, la "Presenza", l""Estrusione", la "Zolla", gli "Opposti", lo "Scorpio", e li ha messi in gioco nuovamente dopo anni di lavoro e ricerca. Ha fatto faticosamente tabula rasa di quanto acquisito fino ad allora, sia sul piano formale che, soprattutto, su quello tecnico. Si è costretta per ore e giorni al tavolino ed ha cercato e felicemente "trovato" le forme ed i materiali, approfondendo a poco a poco la propria personale, intima, originale idea di medaglia.
Quelli presentati in mostra, sono dunque oggetti che solo parzialmente si collegano alla tradizione bidimensionale, metallica e preziosa della medaglia. Questi aspetti sono però presenti, affiorano tra un pezzo e l'altro: riscoperti, reinventati, in qualche caso stravolti.
Ciò che emerge chiaramente è invece una nuova idea di medaglia, una concezione affiorata giorno dopo giorno, tentativo dopo tentativo. E' un progetto molto forte che rilancia la medaglia quale oggetto importante, a pieno diritto parte della contemporanea produzione artistica, non un oggetto desueto le cui funzioni principali (premiazione, celebrazione e commemorazione) siano ormai banalizzate, ma che anzi siano esaltate dalla specificità di ogni pezzo.
Per questa ragione le sedici medaglie presentate in questo catalogo non si assomigliano, non si rincorrono, non ammiccano ad una funzione precisamente individuata o imposta dall'esterno. Esse evocano un evento, lo richiamano e lo pongono prepotentemente e visivamente al centro dell'attenzione.
I materiali, scelti secondo un desiderio "sperimentale" che caratterizza da sempre l'opera di Nicoletta Frigerio, sono stati ovviamente il mezzo, lo strumento, la strada, che ha spinto e portato l'artista a questi esiti. Rinnovare la concezione della medaglia e darne una serie di esempi attuali ha voluto dire "rompere" la griglia tradizionale dei tre metalli, oro, argento e bronzo e cercare strade diverse. Nonostante ciò ci sono, nella mostra, una serie di bellissime medaglie metalliche, più che altro medaglioni, nei quali, a partire dalla forma tonda, l'artista ha voluto confrontarsi con la tradizione più antica.
Accanto a queste opere stanno alcune proposte di grande efficacia, il cristallo grosso e spezzato, materiale nobile ed al tempo stesso comune, a noi tutti familiare. Assieme, ovviamente, la terracotta, materiale consueto per Frigerio. Non è esagerato affermare che le medaglie presentate in mostra condensano le ricerche condotte, in quasto campo, nell'arco di una vita. Qui le fratture, gli scavi, le ossidazioni crudeli accanto alle lievi smaltature, le superfici frante e irregolari, le impronte forti ed i segni dell'operare artistico, tutte queste componenti si sono concentrate ed esprimono nel loro perfetto equilibrio una maturità raggiunta anche nel campo alto, prezioso e così raramente praticato della medaglia.
Resterà, a chi avvicini questa artista per la prima volta, il desiderio di compiere un passo successivo e "avventurarsi" nel mondo più familiare a Frigerio, quello della scultura a tutto tondo di grandi dimensioni. Questa vicenda ha bisogno di altri approfondimenti, è la "storia" dell'artista come scultore ed è soprattutto quella di una vocazione vitale, essenziale, sempre urgente. E' stata la premessa a questo progetto di "Nuove Forme" per medaglie ed al tempo stesso lo sorpassa di slancio aprendo verso una dimensione futura carica di promesse. Impossibile però, per chi voglia addentrarsi in questo secondo universo, sperare di esserne rassicurato, confortato, tranquillizzato. L'orizzonte è stato e continuerà ad essere - con grande continuità - quello del "rischio della forma". Non vi è riposo tra le "Estrusioni" crudeli, gli "Scorpi" drammaticamente sgraziati e gli "Opposti" che con la forza si contrappongono tra loro con masse potenti, dense, cariche di peso. Nè le cromie di queste ceramiche e di questi ferri da "fine del mndo" ci accolgono con i caldi colori delle terre. Quando anche ci sono, essi vengono sporcati, violati a bella posta, contaminati con gli ossidi e poi qualche volta "risanati" con gli smalti.
Applicata a queste opere la metafora dell'arte "femminile" mostrerebbe pienamente la sua sostanziale vanità e la sua vuotezza. Forse è meglio parlare di una madre assieme esigente e crudele. Ma il lavoro di Fregerio sta fuori dalla metafora, nella quotidiana esperienza dei materiali, nel contatto corpo a corpo con l'arte che si manifesta, si trasforma, crea un pezzo dopo l'altro "uccidendone" alcuni, vagheggiandone altri, percorrendo sentieri che spesso si interrompono e sviano dalla strada giusta, altre volte imboccando vie strette e apparentemente poco attraenti che portano però nie luoghi originari della creazione artistica.

 
 

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