di Pierino Esposti - 13.07.2001
Da qualche tempo sul futuro della cascina Invernizzi, situata proprio nel bel mezzo del centro storico dellantica frazione di Zivido, è in atto un contendere che impegna positivamente le realtà politiche e sociali sangiulianesi.
Cessata la sua attività agricola, la vasta area è oggetto di un progetto di riconversione ad edilizia residenziale che pone molti quesiti delicati, sebbene la proposta avanzata sia di gran lunga più consona e rispettosa dellimpianto urbanistico storico rispetto alla precedente ventilata edificazione di 24 villette a schiera.
Tutto ciò non può che far piacere a coloro i quali da anni lavorano incessantemente e con successo al recupero e valorizzazione di questo centro storico frazionato in proprietà private, ma che è anche, se non soprattutto, patrimonio di tutti i cittadini.
Gli interventi che si susseguono nelle sedi istituzionali e non, tralasciando quelli polemici utili solo a rendere più difficoltoso il confronto delle idee, porteranno sicuramente ad una maggiore sensibilità ed attenzione, ma appaiono ancora limitati al particolare contingente.
Il futuro della cascina Invernizzi, a nostro parere, non può essere condizionato dallinserimento di particolari modifiche se prima non si è esaminato attentamente lintero progetto e non si è valutato: l impatto storico-ambientale sullintero impianto urbano; il rispetto del preesistente da parte del nuovo da edificare; la funzione o destinazione dellala sud del castello Brivio, utilizzata impropriamente per decenni per le attività agricole, che è compresa nel progetto ma della quale nulla si sa.
Per non incorrere negli errori precedentemente fatti, come pare giustamente emergere da alcuni interventi sullargomento, occorre da subito un opportuno confronto di idee e proposte per chiarire, e decidere, quale Zivido si vuole realizzare.
Riteniamo che sia imprescindibile avere ben presente liter storico ed architettonico del borgo bimillenario; gli eventi di rilievo anche internazionali che lo hanno visto coinvolto; quali edifici possano subire interventi radicali senza compromettere il tutto; quale "nuovo" si vuole inserire e la sua funzione privata o pubblica; quali benefici devono ricadere sulla collettività e perché no, quale immagine finale si intende dare delloperato.
La nostra proposta di progettualità è: partire dallesistente, che si presenta con una stratificazione urbanistica omogenea e ricca di patrimonio culturale ed artistico, aggiungendo il nuovo necessario, tenendo conto delle varie esigenze, non come una somma matematica di singoli interventi ma come un unico intervento suddiviso in particolari momenti operativi.
Ben venga quindi il progetto sulla cascina Invernizzi, se questo però si inserisce compiutamente nel tessuto urbano e non risulti alla fine unaltra "isola", accompagnato dalla chiara determinazione di un percorso operativo più ampio: la realizzazione del "Parco dei Giganti" che si inserisce senza soluzione di continuità con il borgo; la limitazione dellaccesso veicolare ai soli residenti spostando allesterno il movimento di solo transito; la previsione di eventuali esercizi commerciali che abbiano una offerta merceologica adeguata alle necessità effettive o magari utili ad una ulteriore valorizzazione del luogo evitando che divengano zone dombra; i servizi per la comunità; lindividuazione del patrimonio storico, architettonico, artistico sul quale predisporre progetti concreti di intervento e recupero; la promozione del turismo culturale, elemento questo non trascurabile per i benefici derivanti.
Si può fare, ma solo coinvolgendo tutti i cittadini sangiulianesi sollecitando idee e proposte e delegando a loro, con opportune strutture, la gestione di alcune realtà. |